SCM player skins .Una stanza tutta per me.
  1. Charlie Chaplin - Monologo sulla Vita (tratto da “Luci della Ribalta”)

    (Fonte: youtube.com)

     
     

  2. Verrà l’estate

    Verrà l’estate 
    sarà nel vento 
    nel fiato caldo dietro le persiane 
    nelle campagne gialle consumate 
    nelle strade vuote 

    Verrà l’estate 
    senza avvisare 
    Un treno lento che costeggia il mare 
    Sul marciapiede vuoto alla stazione 
    ti farai trovare 

    Sempre ti aspetto 
    Apro per te ogni finestra 
    respiro e l’aria e’ fresca. 


     

  3. .Una stanza, tutta per me. Un anno dopo.

    È passato un anno da quando ho aperto questa stanza, la mia stanza.
     Adesso a distanza di dodici mesi, posso dire di aver apportato alcune modifiche: ho spalancato le finestre per far cambiare l’aria, per far entrare più luce. Ho spostato alcuni pensieri  dal lato opposto, alcuni gli ho smussati e spolverati, ma sono sempre presenti.
    Ho fatto spazio all’ispirazione, ai buoni propositi, alle persone positive.
    Ho fatto spazio a me stessa e alle miei passioni. Ho dato un taglio netto al passato, o almeno voglio credere che sia così.
    Le ragnatele agli angoli dei muri sono rimaste, sono troppo alte per toglierle.
    Non è completamente in ordine, un po’ come sono io. Ordino solo all’apparenza a quello che può risaltare all’occhio, poi sotto i tappeti nascondo la polvere, dentro i cassetti conservo di tutto e spingo con forza per chiuderli, però va bene cosi. Io sono cosi. Non voglio essere ripetitiva e non voglio essere come gli altri, non lo sono mai stata e non è il momento di iniziare ad esserlo.

    Ad ogni compleanno qualcuno pretende un discorso, una sorta di resoconto su l’anno appena passato, oppure ci si aspetta parole d’effetto sul futuro. Io in questo giorno di lavoro, tra lividi e sudore non voglio fare nessun bilancio. Voglio, e ne sono sicura, continuare a prendermi cura della mia stanza, ad alimentarla, a coltivarla, a riempirla di colori, sfumature e luce. E poi mi piacerebbe che qualcuno entrasse e che portasse un po’ della sua energia, della sua personalità. Gli spiragli che lasciavo aperti lo scorso anno, hanno lasciato spazio a delle grandi porte aperte. Quindi opportunità, accomodatevi la porta è aperta.

     
  4. .Io sono cosi. 

     

  5. .Tutto quello che cerco è ispirazione. Voglio farmi guidare dal momento, voglio circondarmi di gente positiva che possa ispirarmi. MM

     

  6. .Sono sicura che tra me e te possa esserci Alchimia. (MM)

     

  7. .Rimango dell’idea che il tempo cuce le ferite. Ma forse non è vero mi sono sbagliata. Le ferite continuano a sanguinare e il tempo passa, senza che ce ne accorgiamo.
    Fermiamo gli orologi, ricuciamoci da soli le ferite, o lecchiamoci quello che non si rimargina, cosi come fanno i gatti dopo una battaglia. Solo noi possiamo farlo, solo noi ci conosciamo davvero, o almeno crediamo di conoscerci.
     Io non so quanto mi conosco abbastanza, faccio a pugni con me stessa, perché ripercorro la stessa strada, continuo a fare sbagli, che poi sono sempre uguali, patologicamente gli stessi.
    Che cosa mi hanno fatto? Da quando ho dovuto indossare l’armatura, per proteggermi dagli attacchi delle persone? Da sempre, da piccola. Voglio spogliarmi. Togliere questo peso che non mi appartiene. Alleggerirmi dai pensieri e dalle inibizioni. Voglio conoscermi e farmi conoscere, vorrei apprezzarmi di più e non essere l’anonima passeggerà del treno. Mi guardo intorno, mi guardo dentro e mi trovo diversa. Sono diversa. Ma diversa da chi? Da chi mi siede accanto. Da chi mi urta per sbaglio in mezzo la folla. Mi hai urtato tu, ma sono io a scusarmi. “Scusa, non l’ho fatto appositamente”. Ma a fare cosa mi chiedo? Sei stato tu a venirmi sopra, a spostarmi da quel pensiero fugace. Invece, mi scuso io. Scusa mi sono trovata per caso sul tuo tragitto, non volevo farlo apposta è successo e basta.
     Forse dovrei smetterla di essere cosi comprensiva, di tollerare e giustificare i comportamenti della gente, smetterla di essere cosi umana e incazzarmi come si deve, magari con uno sconosciuto. Forse dovrei fare questo, incazzarmi per strada con uno sconosciuto qualsiasi, uno che blocca il traffico, che lascia l’auto in seconda fila, ma no, non ne sarei capace, purtroppo non ne sono capace. MM.

     

  8. "Bisogna leggere, bisogna leggere per vivere, e questa assoluta necessità della lettura è ciò che ci distingue dalla bestia, dal selvaggio, dal bruto ignorante, dal settario isterico, dal dittatore trionfante, dal materialista bulimico, bisogna leggere! Bisogna leggere:
    per imparare
    per riuscire negli studi
    per informarci
    Per sapere da dove veniamo
    per sapere chi siamo
    per conoscere meglio gli altri
    per sapere dove andiamo.
    per conservare la memoria del passato.
    per illuminare il nostro presente.
    per trarre profitto dalle esperienze precedenti.
    per non ripetere le sciocchezze dei nostri predecessori.
    per guadagnare tempo.
    per evadere.
    per trovare un senso alla vita.
    per capire le fondamenta della nostra civiltà.
    per soddisfare la nostra curiosità.
    per distrarci.
    per informarci.
    per acculturarci.
    per comunicare.
    per esercitare il nostro spirito critico.” D. Pennac 

     

  9. .Io non faccio più domande alle quali non so rispondere. MM

     
  10.